Storia

Antichissime origini

Risalente al periodo romano

Il paese ha origini antichissime, risalenti al periodo romano. Recenti studi hanno infatti appurato l’esistenza di alcuni piccoli e primordiali agglomerati urbani in corrispondenza delle attuali contrade di Bessana, Parmerano, Pressana e Trussano.

Tuttavia i primi documenti scritti che attestano l’esistenza del toponimo risalgono all’anno 1202 e si ritrovano presso l’Ente Conservatore Biblioteca Civica Angelo Mai, Archivio di Stato e Curia Vescovile di Bergamo. Dalla Collazione in cui sono sancite le unificazioni di piccoli comuni, si ricava che intorno al 1331 Vigolo esisteva come comune autonomo della Val Calepio ed era sottoposto all’autorità dei conti Calepio, feudatari che assoggettavano la zona imponendo tasse e gabelle proibitive.
L’epoca Medievale non vide avvenimenti di rilievo nei territori del Comune, anche se le cronache raccontano dell’esistenza di una torre (in parte andata distrutta e in parte inglobata nell’edilizia civile) e di un castello (di cui ormai non rimane traccia) a conferma del fatto che anche Vigolo dovette ricorrere alla costruzione di strutture difensive. 
Nello stesso periodo, il già difficile rapporto con i conti Calepio si inasprì al punto che la popolazione stessa richiese unanime l’annessione alla Repubblica di Venezia. Ciò avvenne nel 1428, per opera del doge della città lagunare, Franceso Foscari (1423 – 1457). 
Il 15 Febbraio 1481, il Console di Vigolo Pecino, all’anagrafe Comino Fadini, stipulò la ricognizione dei confini del Comune di Vigolo con i consoli dei Comuni vicini. Da atti di elezioni dei consoli di Vigolo negli anni 1515-1582 si possono ricavare quelli che erano ai tempi i cognomi più diffusi e che sono presenti tutt’oggi:
Bettoni (il cognome certamente più diffuso), Martinelli, Belotti, Vitali, Colosio, Foresti. Altri quali: Bianchi, Betelli (è rimasto un vicolo a testimonianza), Cominotti, Redolfi non si ritrovano più.

Da altri atti di estimo del 1575-1581 è interessante rilevare come località del territorio comunale erano già citate con gli stessi nomi d’oggi: Marsé, Costa, Cologna, Campo Redondo, Carbùnera, Sponda de Marceno, Sponda de Pirù, Ceradì, Parmeràno, Valle del Rino, Canèt, Bosca, Honeda, Castenedolo, Dosso e Dossello, Lugarì e Lugarel, Crapa, Trussano, Vago, Dadino, Corna di Besana, Orzane, Recorsone, Chiesa (Pus de la Giesa e Val de la Giesa), Brusabò, Bratta, Pressana, Paullo, Ceradello, Orsa, Roncaglia.
Anche Giovanni Maironi da Ponte, scienziato e scrittore italiano, nato e vissuto a Bergamo, due secoli dopo scriverà: « Vigolo conta 450 anime con le seguenti contrade: Bratta, Bessena, Ceradina, Clogna, Marcè, Paul, Prezzana, Recorsone, Ronchi, Trovale, Trusa, Vago. Vigolo è uno dei comuni con più contrade… »
Negli anni successivi e per gran parte del XVI secolo, si verificarono screzi con la vicina Tavernola Bergamasca, unita a Vigolo in un’unica parrocchia. La volontà dei Vigolesi di suddividere la parrocchia in due entità distinte non trovava d’accordo i vicini, causando diatribe e battibecchi che quasi sempre sfociavano in lotte e scontri campanilistici.

Dopo la visita di San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, nel 1575, si ha il primo atto di richiesta di separazione da parte del Sindacato del Comune di Vigolo: è il 20 Maggio 1577 (Archivi Curia Vescovile Bergamo).

Il 4 dicembre 1577 i rappresentanti di Tavernola si opposero a tale separazione attraverso un atto notarile, inviato al vescovo. L’8 Ottobre 1578 Vigolo diviene Parrocchia di Santa Maria Assunta e si celebra “l’Offitio della Consecrazione di essa Chiesa Parrocchiale alli 13 Ottobre”(Padre Donato Calvi).

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